Poesie in Versi presenta:Le poesie di Sylvia Plath

Questo articolo è stato pubblicato su www.poesieinversi.it Tutto è fuori dall’ordinario, nella vita di Sylvia Plath, anche nella tragica fine di madre suicida che non trascina con sé i suoi figli.
Trentanni in cui un’ambiziosa ragazza americana si trasforma in poeta di straordinaria intensità, tra le più’ grandi voci del ’900 In quei trentanni di vita non le viene risparmiato nulla.
Prima la morte del padre Otto per un diabete trascurato; poi l’amore ossessivo della madre Aurelia, amorosa fino all’incubo e due tentati suicidi, curati con l’elettroshock , infine il naufragio del suo matrimonio terminato col tradimento di Ted Hughes   Sylvia ( Sivy per la madre)  era insaziabile, eccessiva, ombrosa, a tratti crudele, gelosa, perfezionista fino alla paranoia e mentalmente instabile, pretendeva sempre il massimo, prima da se stessa, poi da tutti quelli che la circondavano.
Profondamente infelice, amava pero’ godere dei sapori della vita: il mare, il cibo, la terra, i colori, il sesso.
Ebbe un grande unico ma “imperfetto” amore, il poeta inglese Ted Hughes, con il quale visse in Inghilterra per sette anni.
L’11 febbraio 1963 si suicida aprendo il rubinetto del gas della casa londinese in cui abitava con i due figli piccoli facendone la portavoce, forse inconsapevole, delle generazioni arrabbiate, disilluse e sconcertate degli anni ’60 e ’70  e, in particolar modo, delle donne.
Attorno alla problematica di distruzione e di morte che ha tormentato  la vita della Plath fino alla fine, si è acceso una vivace polemica umana e letteraria che è ancora attuale.PAPAVERI IN OTTOBRE Nemmeno le nubi assolate possono fare stamane Gonne così.
Né la donna in ambulanza, Il cui rosso cuore sboccia prodigioso dal mantello Dono, dono d'amore Del tutto non sollecitato Da un cielo Che in un pallore di fiamma accende i suoi Ossidi di carbonio, da occhi Sbigottiti e sbarrati sotto cappelli a bombetta.
O Dio, chi sono mai Io da far spalancare in un grido queste tarde bocche In una foresta di gelo, in un'alba di fiordalisi *** INSEGUIMENTO Entro nella torre delle mie paure, chiudo la porta su quella oscura colpa, sprango la porta, tutte le porte sprango.
Il sangue corre, mi rimbomba nelle orecchie: il passo della pantera è sulle scale, ora la sento che sale, che sale.
il passo della pantera è sulle scale, ora la sento che sale, che sale.
*** ARIEL Stasi nel buio.
Poi l'insostanziale azzurro versarsi di vette e distanze.
Leonessa di Dio, come in una ci evolviamo, perno di calcagni e ginocchi! - La ruga [...]

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