Polistirolo City (L'Aquila: inchiesta sul dopo-sisma)

Riprendiamo da Antimafia2000 un post che riporta un articolo preso da l'Espresso.
L'articolo denuncia la grave situazione della ricostruzione in Abruzzo e mostra un quadro veramente allucinante di come viene gestito il dopo-sisma.
Polistirolo City - L'Aquila.
Inchiesta sul dopo-sisma   di Fabrizio Gatti - 7 agosto 2009 Spese folli per tirare su in tutta fretta case in cartongesso, legno pressato e altri materiali.
Mentre l'Esercito ha migliaia di alloggi-CONTAINER inutilizzati.
E' questa la ricostruzione di Berlusconi e Bertolaso.
Dopo il G8 e tante promesse.
Il piccolo climatizzatore gira al massimo.
Ma il termometro è implacabile.
Dentro la tenda segna 37 gradi.
Fuori, sullo zerbino arroventato dal sole, 46 virgola due.
È un pomeriggio qualunque per Lorenzo, 30 anni, tecnico informatico di Villa Sant'Angelo, cuore dell'Abruzzo dove, come a L'Aquila e nei paesi della provincia, il tempo è fermo alla prima settimana dopo il terremoto.
Sono 25.815 le persone costrette da quattro mesi a vivere nelle tendopoli.
E 28.400 quelle sparse tra gli alberghi e i residence della costa.
Un totale di 54.215 donne, uomini, anziani, bambini prigionieri di un esperimento imposto dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.
È il modello B&B, la ricostruzione show: passare dalla distruzione alla rinascita saltando la fase intermedia degli alloggi temporanei.
Mentre a Capua, in provincia di Caserta, migliaia di case mobili che potrebbero servire in Abruzzo stanno marcendo in un deposito dell'Esercito.
Il risultato è un carosello di opere di facciata che solo per L'Aquila città ha già bruciato 500 milioni di euro sottraendoli alla veraricostruzione.
Queste che stanno tirando su in fretta e furia sono case imbottite con largo impiego di legno pressato, cartongesso e polistirolo.
Quanti anni dureranno? E ora che i lavori della Protezione civile sono cominciati, si scopre che forse hanno sbagliato i conti.
Secondo il Comune della città, i progetti voluti dal governo lasciano senza tetto almeno 5 mila famiglie.
E altre 8 mila persone entreranno negli alloggi temporanei in costruzione soltanto tra ottobre e dicembre.
Significa costringere la maggior parte dei sopravvissuti ad affrontare in tenda, dopo il caldo, anche il freddo e il maltempo che qui cominciano a fine settembre.
L'incertezza sta spingendo alcuni proprietari di case danneggiate a vendere.
Soprattutto i più anziani.
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