Politica: idee e fatti o ideologie?

Non amo gli schemi, specialmente in politica, ma i fatti.
Per questo non mi piace “incasselarmi” in nessuno schieramento ideologico, né in quello di destra, né in quello di sinistra e nemmeno in quello di centro, se per centro si intende una sorta di equlibrismo o equidistanza tra destra e sinistra, cioè una semplice “via di mezzo”.
Quasi per gioco ho provato a schierarmi, ma non ci sono riuscito.
  Io vorrei uno Stato non invadente, con poche regole essenziali e semplici, ma capace di farle rispettare.
Uno Stato che garantisca per primi i meno agiati e che favorisca una forte solidarietà sociale, in modo che i benefici di uno abbiano una ricaduta su tutti.
  Uno Stato accogliente, ma che faccia rispettare l’ordine sociale (che nasce dalla giustizia sociale); non militarista, ma neanche antimilitarista, ma disposto a lottare per la pace.
  Uno Stato che rispetti e favorisca la vita dal concepimento al termine naturale e che si comprometta a favore della famiglia tradizionale, favorendola in ogni modo.
Uno Stato, perciò, fortemente sociale e fortemente sindacalista, ma anche assolutamente non assistenzialista.
  Non mi interessano tanto le forme della democrazia, ma ritengo che la democrazia parlamentare oggi sia la più opportuna.
Ma il Parlamento deve essere leggero.
  Per quanto riguarda la politica economica, ammetto un capitalismo moderato che metta la persona umana al centro dell’economia, ma non mi dispiace neanche una forma moderna di corporativismo.

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