Poliziotto uccide senegalese, immigrati in rivolta davanti al commissariato

   Civitavecchia: omicida e vittima erano vicini di casa, un colpo di fucile ha reciso l'arteria femorale, da chiarire i motivi della lite.
La protesta: «Giustizia»   Il luogo dell'omicidio CIVITAVECCHIA - Rivolta dei senegalesi a Civitavecchia dopo l'omicidio di un loro connazionale da parte di un ispettore di polizia.
Decine di persone hanno bloccato viale della Vittoria, sede del commissariato, con due cassonetti, al grido di «Vogliamo giustizia, vogliamo sapere.
Chiamate la magistratura».
Ancora da chiarire la dinamica dei fatti che hanno portato alla morte di Chehari Mehari Fuoid, 42 anni, originario del Senegal.
L'uomo è rimasto ucciso sabato mattina, intorno alle 9, da un proiettile sparato dal fucile a pompa di un ispettore di polizia di 45 anni, suo vicino di casa, in via Sposito, nel quartiere di Campo dell'Oro.
L'agente ha raccontato di essere intervenuto per sedare una rissa fra senegalesi; secondo altri testimoni, c'erano vecchi rancori tra lui e il senegalese.
Sta di fatto che dall'arma ed è partito un colpo: Fuoid è stato colpito ad una coscia, ed è rimasta lesa l'arteria femorale.
Subito soccorso da una volante della polizia, è stato poi trasportato in ambulanza all'ospedale, dove è morto poco dopo il ricovero.
All'ispettore, fermato dai suoi stessi agenti, è stato fatto lo stub, in attesa dell'interrogatorio con il pm.
Due testimoni del fatto sono stati portati in Procura.
«UN PADRE DI FAMIGLIA» - Appresa notizia della morte del loro connazionale dai telegiornali, decine di senegalesi arrivati da varie parti del comprensorio si sono radunate davanti al commissariato di Civitavecchia.
«Era una persona bravissima e a Civitavecchia lo conoscevano tutti.
Era in città da più di 20 anni per lavorare e mantenere la sua famiglia in Senegal».
Così Mustafà, amico di Chehari Mehari Fuoid, ricorda il 42enne.
«Non sappiamo se ci siano stati altri litigi e come sono andate le cose.
Certo è - continua Mustafà - che noi non abbiamo mai ammazzato nessuno.
È un padre di famiglia, ti rendi conto.
Non è che uno si sveglia la mattina e ammazza una persona.
Cherari usciva la mattina alle 6 e rientrava la sera alle 22.
Viveva in quella casa con due fratelli».
// //--> LA PROTESTA - Quando dal commissariato sono usciti due testimoni, i senegalesi hanno protestato con la polizia e cercato di impedire che la macchina lasciasse il commissariato perché volevano sapere dove li stavano portando.
Secondo quanto si apprende, i testimoni sono stati portati in procura dal pm.
I senegalesi hanno quindi bloccato [...]

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