Pomodoro cinese: lo sfruttamento dei bambini arriva (anche) sulle nostre tavole?

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Pomodoro cinese: lo sfruttamento dei bambini arriva (anche) sulle nostre tavole?
 
Ci sono intere famiglie che lavorano nei campi dove si coltiva uno degli ortaggi più consumati al mondo: il pomodoro. Tutto il giorno, tutti i giorni per un prodotto destinato all’esportazione in Italia.
A Xinjiang ad ovest della Cina ci sono appezzamenti di terreno sconfinati, dove uomini, donne e bambini seminano, annaffiano, raccolgono pomodori. Gesti da automi sotto l’occhio vigile del capo, che a fine giornata li pagherà a cottimo. Due centesimi al metro.
E’ un lungo racconto quello racchiuso nel reportage del giornalista Stefano Libertiche documenta la vita dei braccianti cinesi che lavorano in tutta la filiera del pomodoro: dal campo fino alla fabbrica.
Pomodori che finiranno nel ketchup della Heinz, in barattoli venduti nei mercati africani o in concentrati e sughi pronti.
“Nel 2016, secondo i dati dell’agenzia delle dogane, sono arrivati in It...

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