Ponte sullo Stretto, 5 arresti; così la mafia puntava agli appalti

 La Commissione antimafia: "Preoccupati per il futuro"Il WWF: "Quell'opera è una grande torta per la malavita"  ROMA - Cinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti di una presunta organizzazione mafiosa a carattere internazionale, che aveva progettato di inserirsi negli appalti previsti per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.
Gli arresti sono stati eseguiti dalla Dia di Roma su disposizione della Direzione distrettuale antimafia della capitale.
Tra le persone arrestate c'è anche il boss canadese, ritenuto il capo indiscusso dell'organizzazione, Vito Rizzuto, 59 anni, legato alla famiglia Cuntrera.
Il boss è stato raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare nel carcere di Montreal, in Canada, dove sconta una pena perché ritenuto responsabile di un triplice omicidio commesso in Nord America nel 1981.
Le indagini del centro operativo della Dia di Roma hanno consentito di individuare la struttura criminale in collegamento con la famiglia Cuntrera-Caruana, storicamente rivolta al traffico internazionale di droga e riciclaggio.
Il referente del boss Rizzuto in Italia, sarebbe stato un ingegnere 80enne, nato in Francia, vissuto tra Canada ed Emirati Arabi, oggi residente a Roma.
Giuseppe Zappia, che gli investigatori definiscono apparentemente pulito e con esperienze nel campo degli appalti pubblici, aveva il compito di reinvestire gli ingenti capitali dela mafia nella realizzazione del Ponte sullo stretto.
L'uomo si sarebbe avvalso della collaborazione di compici come il broker Filippo Ranieri residente a Montreal, l'imprenditore Sivalingam Sivabavanandan domiciliato a Londra e l'arabo-parigino Hakim Hammoudi.
Il WWF, da sempre critico sulla realizzazione del ponte, ha riassunto in un comunicato stampa il proprio pensiero: "Il Ponte non solo rappresenta una violenza ambientale e paesaggistica; non solo è uno spreco di denaro pubblico; non solo è un bluff come elemento trasportistico ed occupazionale del mezzogiorno, ma è anche una formidabile torta su cui malavita e mafia potrebbero trovare nuovi profitti e vigore legittimati o consentiti da meccanismi contrattuali non ben ponderati".
Positivi commenti sull'arresto dei cinque presunti affiliati al clan mafioso, sono stati espressi da Giuseppe Lumia, capogruppo Ds nella Commissione antimafia ("L'operazione conferma un'azione efficace della magistratura, ma l'interesse di una cosca così forte e con ramificazioni internazionali fa crescere le nostre preoccupazioni rispetto alla realizzazione di un'opera che scatenerà molti appetiti"), e [...]

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