Post di Quel poco da dire

I miei racconti quotidiani sono arrivati alla rotonda soglia dei 200! Ogni tanto, in questi mesi, mi viene da chiedermi perché lo faccio, che senso possa avere.
Forse una vera risposta a questo interrogativo non ce l’ho, però so che in qualche modo ormai ne ho bisogno.
Ho scoperto che la quotidianità offre migliaia di risvolti e sfaccettature interessanti, e la dimensione delle 100 parole consente, nonostante il grande limite di spazio a disposizione, di sfruttarli tutti.
Poi subentra la voglia di scrivere.
Il piacere di farlo.
Qualche tempo fa avevo tentato a definire questa necessità provando a definirmi come scrittore.
Ora, questa sembra una definizione autoreferenziale; ma in realtà in questa parola non c’è necessariamente un incensamento qualitativo.
È una definizione tecnica.
Io credo di essere uno scrittore.
Uno scrittore nell’anima.
Uno scrittore non si valuta secondo me sulla base della quantità delle cose che ha scritto, e forse neanche sulla qualità, che chiaramente poi l...

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