Preghiera della sera

Da oggi ho un mio blog.
E col cavolo che sto a sorbirmi, ora piu’ che mai, le notizie vomitate dal Tg1 o da Studio Aperto, sul mio paese che sta andando a rotoli.
  Da oggi voglio ribattere.
A modo mio, con le parole che voglio io.
Che Studio Aperto si rimangi i suoi servizi inscatolati sulla reginetta di Cogne o sull’ Inter che ha vinto, non mi interessano.
Vediamo.
Forse potrei cominciare con delle rime.
Schifani fa schifo, Casini che vada in casino, de Magistris che faccia il magistrato (be’ in Italia ci ha provato, poi lo hanno cacciato..) Ed e’ cosi che alla sera, invece di recitare il solito Padre Nostro che mi hanno insegnato a catechismo, recito alla sera, prima di fare sogni rivoluzionari (come su un lavoro a tempo indeterminato), la mia preghierina, le mie rime.
E’ un pezzo di una canzone di Ligabue, mi ha colpito subito da quando l’ ho sentita la prima volta, perche’ l’ ho sentita alla radio, e alla radio normalmente frasi del genere non si sentono.
La voglio usare, modificata a modo mio,  per aprire questo blog, che non so dove portera’.
Non so se finira’ fra un mese, un anno o mai, so solo che oggi e’ cominciato, e ora mi sento felice ad avere uno spazio con cui far valere i miei messaggi di serenita’ e tolleranza, rivolti alla nazione, e insieme a chi mi leggerà.
Se volete commentate pure, a favore e anche contro, perche’ credo che ogni punto di vista puo’ essere la base per una nuova riflessione.
Niente paura.
  A parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare.
A parte che i conati passano se uno li fa passare alcuni li hai forse difesi altri hai voluto vederli finire Niente paura, niente paura Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così...
Niente paura, niente paura niente paura, si vede la luna perfino da qui.
  Ps.
L’ ultima riga della canzone la rivolgo ad Emilio Fede.
Caro Emilio, prepara lo shuttle che il satellite ti aspetta.

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