Presa la banda delle spaccate nei negozi del lusso: "Erano dei fantasmi"

Arrestati ieri 6 dei 7 ladri itineranti cileni che da «fantasmi», irregolari e occupanti illegali di appartamenti Aler, da gennaio ad oggi hanno messo a segno 5 spaccate ai danni di esercizi commerciali milanesi per un bottino totale di oltre 100mila euro.
Si tratta di tre cileni, un peruviano e due argentini (uno già detenuto) di età tra i 19 e 41 anni, mentre un altro cileno 19enne è tuttora ricercato.
Il gruppo era capeggiato da Gonzalo Castillo, il maggiore, argentino, tutti ladri da una vita, letteralmente: rubano dall'etá di 5 anni e, dall'adolescenza, girano l'Europa cambiando Paese ogni volta che vengono identificati.
Come accaduto ieri grazie all'intervento degli agenti di Polizia a seguito delle indagini effettuate dall'ufficio prevenzione generale della Questura di Milano.
I fermi per indiziato di delitto sono stati emessi dal procuratore David Monti.
L'accusa è di associazione per delinquere, la base, dove tornavano dopo le spaccate, dove passavano il tempo e progettavano i futuri colpi da mettere a segno è un appartamento illegalmente occupato in via Pomposa 5, in zona Corvetto.
Grazie al lavoro di monitoraggio e controllo effettuato dagli uffici, negli scorsi mesi è emerso il carattere seriale di episodi di furto con spaccata ai danni di negozi e show room di Milano, obiettivo privilegiato della banda.
Allertate, le forze di Polizia hanno potuto intensificare le indagini quando durante la spaccata del primo aprile presso lo showroom di Hugo Boss in via Morimondo, uno dei cileni ha perso il cellulare.
L'attività degli inquirenti, con metodi definiti da loro stessi «classici», ha quindi permesso di risalire alla vettura usata per fuggire dalle spaccate e ad identificarne gli autori.
Il modus operandi emerso negli episodi al momento accertati, prevede lo sbarrare la strada e «isolare» l'accesso alla vetrina in modo da poterla poi sfondare.
Mandato in frantumi il vetro le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano i membri della banda agire «come vere cavallette» afferrando con foga tutta la merce possibile per poi fuggire a bordo di una station wagon alla base, in Corvetto.
Al momento dell'arresto sono stati trovati anche numerosi oggetti per lo scasso, fiamme ossidriche, catene chiodate e parte del bottino.
A quanto al momento è stato possibile comprendere, la merce veniva rimessa sul mercato tramite singoli canali, la refurtiva dell'ultimo colpo, ai danni di un negozio di occhiali di via Paisiello, risalente al 15 maggio, è stata quasi tutta recuperata.
Un'altra spaccata ripresa dalle [...]

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