Prima legge di Pierce: siamo la nostra memoria

Prima legge di Pierce: siamo la nostra memoria.
Non mi ero mai accorto di quanti ombrelli rotti vengono abbandonati per strada quando piove, di quante ragazze in bicicletta si fermino davanti ai cassonetti dell'immondizia per liberarsene.
Finché un giorno si è rotto anche a me.
L'identità non può essere coerente, il ricordo del vissuto è casuale, cambia in relazione ai luoghi, alle circostanze, all'umore; è conseguente ai fatti.
L'inavarianza macroscopica è solo un po' meno provvisoria della microscopica e la trasformazione è la legge.
Alcuni pensieri sono solo più frequenti di altri.
Le ossessioni seguono le inclinazioni.
Non c'è più dignità nella sofferenza che in un orgasmo, nonostante tanti se ne vantino, sia che l'abbiano ricevuta in sorte, la ostentino, oppure se la siano cercata.
Piove per poche ore; poi spunta il sole.
Capita che piova per più giorni.
Che passino pure, trascinando via tutto.
Il tempo che ci lascia giovani ce lo siamo guadagnati a poco prezzo, senza bisogno di a...

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