Prima lettera di Dolcino e Margherita ai valsusini in lotta

Prima lettera di Dolcino e Margherita ai valsusini in lotta
Cari valligiani ribelli,
è con uno slancio del cuore che abbiamo deciso di scrivervi. Da secoli ci aggiriamo, stanchi e obliqui, sopra i fatti del mondo, assistendo ad uno spettacolo avvilente e angoscioso: montagne sventrate dall’arroganza del danaro, vallate affogate nel cemento, fiumi color della fanga; e, soprattutto, genti rassegnate e chine. Se il dolore è più forte nel veder devastate zone a noi care, terre di comunanza, rifugio e resistenza, come la Val di Ledro, la Val Sabbia o il monte Rubello (che la toponomastica asservita chiama oggi S. Bernardo), nel mondo degli interessi meschini siamo sempre stati stranieri, mentre ci siamo sentiti a casa nostra ovunque la natura prospera rigogliosa e selvaggia e l’uomo vive in armonia con la terra che gli è madre, fratello del suo simile.
C’è capitato di rompere il nostro silenzio, scrivendo di tanto in tanto a uomini e donne dal cuore puro e dal braccio fermo per incoraggiarl...

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