Primarie Usa, Bill Clinton cerca la rissa

Per paura di doverci occupare di elezioni anche qui da noi (c’è il rischio di andare alle urne in primavera, come sapete) cerchiamo di distrarci seguendo le primarie USA che per noi, così lontani, sono soprattutto spettacolo.
Pur avendo toni vivaci, la campagna per la scelta dei candidati alla presidenza americana, rimane nei termini della correttezza.
Mc Cain, il repubblicano settantenne reduce dal Vietnam, è forse il più vispo.
Poi ci sono – da quella parte – il mormone, l’ex sindaco e pochi altri di rilievo.
Fra i democratici la lotta è, come previsto, fra Obama e Hillary.
Tutta ancora da giocare.
Certo l’atmosfera si sta scaldando.
Qualche parola in più, qualche critica forse eccessiva.
E soprattutto l’agitazione di Clinton, supporter della moglie che s’è rivelato un combattente ricco di temperamento, un po’ sopra le righe.
Attacca Obama scaldandosi.
Diventa rosso, urla addirittura.
Il senatore Ted Kennedy l’ha invitato a darsi una regolata: per il buon nome dei democratici.
Ma Bill non sente ragioni: accusa Obama di aver mentito sulla guerra in Iraq.
Non era vero, ha detto Clinton, che Barack fosse contrario.
Lo dice adesso per scopi elettorali.
E nello Iowa, ha dichiarato l’ex presidente, Obama s’è portato dei pullman di studenti fatti venire dall’Illinois (stato d’origine del candidato) per sostenerlo.
Cerca la rissa, Bill.
E negli USA pensano che, se non riesce a controllarsi durante la campagna elettorale, chi può garantire che si placherà una volta tornato alla Casa Bianca (seppure come consorte)?

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