Primarie coi botti per il PD e intanto, Grillo...

 Nella confusione portata dal tornado Berlusconi, il quale appare indeciso se tramutarsi in uragano o declassarsi in tempesta tropicale, è stato dato ben poco risalto ad un'altra notizia.
Il PD ha infatti deciso di aprire agli elettori la scelta dei candidati al Parlamento.
Scelta apprezzabile, il minimo, forse, per chi, in quasi un anno, è stata una delle controparti che hanno portato alla conferma del porcellum.
Si annunciano delle Primarie coi botti, letteralmente.L'elettorato attivo sarà quello degli iscritti al PD e dei votanti alle scorse primarie.
La partecipazione di massa avverrà il 29 o il 30 Dicembre.
La decisione è stata presa per garantire una giornata diversa a quei milioni di italiani che, dopo un anno così, dovevano trovare qualche metodo alternativo per passare il capodanno, non ritrovandosi i soldi neanche per comprare due petardi da lanciare in strada.
Capendone l'intenzione, Renzi, ha dichiarato che, per non far sì che gli altri italiani si sentano esclusi, le primarie dovrebbero essere estese a tutti i cittadini.
Che si voglia candidare ma abbia paura di non farcela neanche in Parlamento senza l'appoggio dei berlusconiani? Bersani, comunque, ha detto di averlo fatto per cambiare la politica italiana.
Intanto si riserverà, di diritto, una quota compresa tra il 10 e il 20% di candidature "extraprimarie".
Cambiare sì, ma fino a un certo punto.
In un periodo di disoccupazione come questo vuoi mettere la fatica di trovare un posto di lavoro a gente come la Bindi o la Turco qualora non venissero rielette? Risulta già difficile, se non impossibile, per milioni di giovani, per gente di sessant'anni sarebbe quasi impossibile.
Insomma Bersani lo ha fatto per altruismo, mica per tutelare le caste del PD.
Oh, ragassi, siam mica qui a tenere il piede in due scarpe!Intanto, il Movimento 5 Stelle si afferma definitivamente come la vera alternativa democratica alla vecchia, sporca, ingorda, elitaria, autoritaria, privilegiata classe politica.
Grillo dichiara che coloro i quali avessero dubbi sulla sua propensione democratica dovrebbero pensare, sostanzialmente, a levarsi dagli zebedei volontariamente.
Per tutti quelli che decideranno, nonostante le loro idee, di rimanere, è prevista l'espulsione, da approvare, in conformità con i principi democratici, con voto di maggioranza del 50%+1 nell'assemblea che il leader del partito tiene ogni mattina davanti allo specchio.
Ne sanno qualcosa Favia e Salsi.
Un testimone riporta che lo sfogo del Beppe nazionale sia avvenuto da un Balcone di Palazzo Venezia, mentre [...]

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