Prisoners

Disperazione,tensione e buio.
Tre parole con cui descrivere facilmente  la pellicola che,già dal titolo,fa intendere una claustrofobica discesa negli inferi tanto dei protagonisti quanto di noi spettatori.
Durante i festeggiamenti per il Ringraziamento due bimbe scompaiono misteriosamente.
Le ricerche e le indagini conducono verso un giovane ritardato che,però,non confessa ed anzi sembra essere estraneo ai fatti.
Uno dei due padri,distrutto dall'angoscia e accecato dal dolore,cerca di farsi luce da solo,dubitando del lavoro svolto dalla Polizia e arrivando anche a compiere gesti estremi.
La descrizione della trama e dell'atmosfera del film non gli rendono la "giusta giustizia" perchè se la pellicola riesce a colpire duramente è anche - se non soprattutto - grazie al panorama oscuro e desolante di una piovosa Pennsylvania ed alla bravura degli attori.
Paul Dano è un magistrale ragazzo ritardato "tutto smorfie e sguardo perso",mentre la sfida attoriale fra il solitario e risoluto detective Jake Gyllenhall e il devoto padre Hugh Jackman ha come vincitore reale il pubblico,inorridito ed impietosito da questa macabra storia così vicina alle cronache nere attuali.

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