Profumo di Menta

C'è un angelo biondo nella mia infanzia. Le nostre mamme erano amiche e noi abbiamo qualche mese di differenza, qualche centimetro e qualche chilogrammo. Sua madre non sapeva come chiamarla e così scelse il mio nome attirando le critiche di mia madre.
Da piccole giocavamo sempre insieme nel cortile sterrato. Giochi fatti di corse a perdifiato con le automobili a pedali, la mia era di ferro, pesantissima, colorata di rosso, con il numero 'sei' scritto sul cofano, me l'aveva messa a posto mio nonno, aveva gonfiato le gomme, raddrizzato la lamiera e pitturato la carrozzeria. La mia amica, invece, ne usava una azzurra senza numero. Ci buttavamo senza freni, a tutta velocità giù dalla discesa, con il rischio di capottarci e quando eravamo stanche di pedalare ci dedicavamo a grandi ricette.
Avevo sei anni una marea di riccioli biondi che si mischiavano a quelli suoi uguali, quando facevamo finta di cuocere miscugli di terra e acqua e sassi, con pentole enormi rubate dalla cantina. Ricordo...

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