QUANDO LA VITA NON E' PIU' UN DONO

ACCANIMENTO O TORTURA ? Prendiamo una begonia, è una bella pianta.
La osserviamo per bene, le giriamo attorno e capiamo che dio ha pensato a tutto.
Lei sta lì, quando piove beve e quindi vive, se non piove non beve e per questo morirà: dio l’ha buttata giù molto semplice, noi a prenderlo in giro, ma intanto funziona.
L’uomo complica la realtà e, talvolta sapendo quello che fa, riesce a creare cose molto particolari come ad esempio prendere la stessa begonia e metterla in un vaso, e poi in casa: addio zona subtropicale.
La lineare logica divina devia e l’intervento dell’uomo impone che a prescindere dalle condizioni meteorologiche, o ci si prende la briga di innaffiare la pianta ogni giorno o quella morirà, ci fosse anche un ciclone fuori dalle finestre.
Quindi ci mettiamo lì ed irrompendo a gamba tesa nel semplice e perfetto disegno voluto e pensato da chi quella begonia ha creato dal nulla e non semplicemente invasato, deformiamo il naturale susseguirsi delle cose e forzosamente imponiamo alla pianta uno stile di vita che, in fondo, va bene solo a noi.
Quella, ahimé, non ha voce in capitolo: vuoi anche perché non sa parlare.
Ma l'essere umano non è una begonia.
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