QUARTO GIORNO

La preghiera sommosacerdotale del Salvatore spalanca il mistero della vita interiore: la vita intratrinitaria delle Persone divine e l’inabitazione di Dio nell’anima.
In queste misteriose profondità è stata preparata e compiuta, nel nascondimento e nel silenzio, l’opera della Redenzione; e così sarà continuata, finché alla fine dei tempi realmente tutti saranno una cosa sola.
Nell’eterno silenzio della vita intratrinitaria venne deciso il decreto della Redenzione.
Nel nascondimento della stanza di Nazaret, la forza dello Spirito Santo venne su di una solitaria Vergine orante e operò l’Incarnazione del Redentore.
Riunita intorno alla silente Vergine orante, la Chiesa che stava formandosi, attendeva la nuova effusione promessa dello Spirito, che doveva vivificarla nella più intima chiarezza e nell’operosità esterna fruttuosa.
Nella notte della cecità, che Dio aveva disteso sopra i suoi occhi, Saulo attendeva in solitaria preghiera la risposta del Signore alla sua domanda: "Che cosa vuoi che io faccia?" (Atti 9) In solitaria preghiera, Pietro verrà preparato alla missione ai pagani.
E così permane in tutti i secoli.
Nel silente dialogo con Dio delle anime consacrate a Lui, vengono preparati gli eventi visibili della storia della Chiesa, che rinnovano il volto della terra.
La Vergine, che conservava nel suo cuore tutte le parole inviate da Dio, è il modello di ogni anima in ascolto, in cui rivive, sempre nuovamente, la preghiera sommosacerdotale di Gesù.
E le donne, che come lei si immergono completamente nella vita e nella Passione di Cristo, vengono scelte con predilezione dal Signore per essere suoi strumenti, per compiere grandi opere nella Chiesa: santa Brigida, santa Caterina da Siena.
E quando santa Teresa, la potente riformatrice del suo Ordine nel tempo della grande apostasia, volle portare aiuto alla Chiesa, ne vide il mezzo nel rinnovamento di un’autentica vita interiore.
La notizia che l’apostasia si propagava sempre più, la scosse molto «… e come se io potessi o fossi qualche cosa, pregai il Signore con molte lacrime e piansi; Egli avrebbe potuto rimediare questo grande male.
Mi parve che avrei dato volentieri mille vite, perché delle molte anime che si andavano perdendo, anche solo alcune si potessero salvare.
Poiché vidi che ero una donna e inetta a fare qualche cosa, poiché il mio desiderio mirava più lontano, cioè che alcune poche anime fossero molto buone, allora decisi di fare quanto potevo, cioè seguire i consigli evangelici con tutta la perfezione possibile e far sì [...]

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