QUATTRO SCONFITTE NELLE ULTIME CINQUE GARE

Quarta sconfitta nelle ultime cinque gare sono troppe.
BARI - La Vecchia Signora rimedia al San Nicola una nuova batosta - dopo il flop in Champions con il Bayern - cedendo il passo ad un Bari versione 'libidinosa', come nelle peccaminose intenzioni del suo tecnico, Giampiero Ventura.
I cinquantamila che gremivano lo stadio pugliese hanno assistito ad una gara vibrante, con quattro gol, due rigori e continui capovolgimenti di fronte.
La Juve di Ferrara conferma una preoccupante crisi di identità mostrando schemi prevedibili ad eccezione delle poche invenzioni del brasiliano Diego (decisivo nella debacle con un errore dagli undici metri sul 2-1).
I pugliesi, invece, conquistano un successo meritato e costruito su una interpretazione spregiudicata della gara.
Nell'approccio inizialmente titubante delle due squadre sono pesate le ultime sconfitte (a Napoli per i pugliesi e con il Bayern per i bianconeri), e le pesanti assenze (Parisi, Ranocchia e Kutuzov da un lato; Sissoko, Chiellini e Iaquinta dall'altro).
Ventura schiera un 4-4-2 con due esterni molto offensivi, Rivas e Alvarez per mettere in difficoltà la retroguardia avversaria con rapidi inserimenti dalle fasce, Ferrara risponde con un 4-3-1-2, con Diego tra le linee e il tandem Amauri-Trezeguet di punta.
I bianconeri sembrano più determinati, i dribbling di Diego dovrebbero aprire varchi per gli attaccanti ma la diga barese regge il colpo.
Con il passare dei minuti il Bari guadagna metri di campo ed al primo affondo passa: doppia leziosità di Cannavaro e Marchisio, Meggiorini vince il tackle e scarica un sinistro (deviato da Legrottaglie) imparabile per Buffon.
La reazione dell'undici di Ferrara è rabbiosa e si concretizza soprattutto in cross per sfruttare la potenza aerea.
La prima vera palla gol nasce da un triangolo Amauri-Marchisio con conclusione del brasiliano fuori misura.
Poi Diego sfodera una giocata da fuoriclasse, buca centralmente la difesa pugliese e scarica una botta deviata da Gillet sui piedi di Trezeguet, che pareggia i conti.
I pugliesi non sono affatto intimoriti e provano a saltare il centrocampo avversario con lanci dalla difesa o con le invenzioni di un ispirato Almiron.
Il raddoppio barese è il risultato una perfetta e rapidissima esecuzione degli schemi di Ventura: lancio di Stellini, spizzicata di Meggiorini per Barreto che salta Cannavaro costringendolo al fallo.
E dagli undici metri la punta carioca firma il quarto centro stagionale.
Nella ripresa la manovra juventina è macchinosa, illuminata a sprazzi con i lampi di Diego.
Barreto e [...]

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