QUELLA CROCE CHE FA PAURA

«Senza crocifisso l'Italia non sarebbe più la stessa» Dopo quasi tre ore, è terminata l'udienza della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo sul caso del crocifisso.
I giudici si sono ritirati per deliberare, ma la sentenza sarà comunicata solo tra diversi mesi.
Quello di questa mattina è stato un fitto dibattimento che ha visto la presenza del magistrato Nicolò Lettieri che, a nome del governo italiano, aveva fatto ricorso dopo la sentenza del 3 novembre sorso, quando la Corte europea dei aveva dichiarato «ricevibile» il ricorso di Solie Lautsi che aveva chiesto di togliere il crocifisso dall’istituto frequentato dai figli.
La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo aveva condannato l’Italia a versare cinquemila euro alla Lautsi per danno morale.
Il ricorso dell'Italia era sostenuto da altri dieci altri governi.
«L'Italia senza il crocifisso non sarebbe più l'Italia, come la Francia con il crocifisso non sarebbe più la Francia», ha detto Joseph Weiler, che rappresentava otto dei dieci governi cui la Corte di Strasburgo ha consentito di intervenire in difesa delle posizioni del governo italiano nel caso del crocifisso.
«Non penso che tutti coloro che cantano Dio salvi la regina credano in Dio, ma penso che sarebbero scioccati se si dicesse che questa frase va cambiata o tolta perchè offende qualcuno», ha argomentato Weiler.
La tesi di Weiler assomiglia molto a quella esposta nella memoria del governo italiano: se si leva il crocifisso, poi si dovrà intervenire in mille altre circostanze per levare croci dalle bandiere, parole dagli inni nazionali, foto di capi di Stato dalle aule.
«Magari un giorno la Gran Bretagna potrà decidere di cambiare o togliere questa frase -ha detto Weiler- ma questa non una decisione che può essere presa dalla Corte».
I dieci Stati europei che appoggiano l'Italia nella difendere i crocifissi nelle aule delle scuole pubbliche (tra cui Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Russia e San Marino) sostengono che si tratta di «un simbolo nazionale», oltreché religioso.
«Il crocifisso – ha aggiunto Weiler - è rispettato anche dalla popolazione laica».
Weiler, che indossava la kippah ebraica, si  è domandato se sia possibile ritirare un'immagine della regina d'Inghilterra dalle aule britanniche, perché  è il capo della Chiesa anglicana.
E la sua risposta è stata «no»; e ha aggiunto che il tribunale di Strasburgo non potrà dire un giorno se rimuovere il termine «Dio» dall'inno inglese, perché sarà «il popolo a [...]

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