QUI NON E' MAI DOMENICA

 Qui non è mai domenica.
Orari non stop, mini stipendi e contratti precari nei megastore lavorano 500 mila invisibili «Preghiamo i gentili clienti di non parcheggiare negli spazi riservati alle auto per disabili».
La voce registrata dell'annunciatrice si diffonde, gentile e surreale come il computer di 2001: Odissea nello spazio, nel vuoto del grande centro commerciale, sciorinando poi un elenco di prodotti in promozione.
Sono le undici di sera, i negozi hanno chiuso da appena un'ora, ma le gallerie deserte e le scale mobili in movimento sono ancora inondate di luce.
Illuminate anche le insegne dei marchi della moda low cost, delle calzature, dell'intimo, dell'elettronica, dell'abbigliamento sportivo, dell'arredamento.
Dell'immancabile ipermercato.
Icone di una religione dello shopping che ormai sconfina nell'integralismo: da Zara a H&M, da Auchan a Carrefour, da Ikea a Leroy Merlin, e via via tutti gli altri a presidiare ogni megastore del nostro Paese.
In giro non c'è nessun...

Leggi tutto l'articolo