Quale scenario per il futuro italiano?

Un nuovo paesaggio politico si sta delineando in questo periodo così confuso e difficile per l’Italia.
Un periodo in cui la Nazione avrebbe bisogno più che mai di responsabilità e scelte mature e che, invece, vede l’arroccarsi del personaggio che più l’ha danneggiata negli ultimi anni su posizioni indifendibili e adoperare tutti i più ignobili mezzi per un patetico quanto grottesco tentativo di mantenersi al potere ed evitare, finalmente, di rispondere per i suoi tanti misfatti.
         Che la fine del Berlusconesimo sia arrivata a compimento lo provano numerosissimi segnali, che vanno dalla fuga dei topi dalla nave che affonda all’isterismo collettivo dei vari colonnelli passando per la briglia sciolta con cui la Lega ricomincia a deliziarci con le sue idiozie.
Ma cosa ci aspetta dopo la fine di questo strano regime televisivo? Appare evidente l’inadeguatezza della sinistra a proporsi come valida alternativa e forza di governo credibile, evidenza ancora più marcata dal consueto rigetto del responso delle primarie che vediamo a Milano.
Un leader ci sarebbe ma non sembra in grado di rappresentare tutte le componenti di sinistra, per cui sarà impensabile che Vendola possa raccogliere il consenso unanime dello schieramento, pur nella certezza che sia in grado di conseguire un ottimo risultato elettorale che sarà, temo, insufficiente per governare.
         A destra le manovre, invece, sembrano più concrete e dirette verso un’alleanza di governo realizzabile.
In sostanza appare possibile la creazione di una nuova destra italiana, finalmente libera dall’ingombrante immoralità del suo leader per diventare uno schieramento conservatore ai livelli degli analoghi europei.
L’asse Fini-Casini e annessi, che potrebbero essere Rutelli, frammenti centristi ed ex democristiani del PD e lo stesso Di Pietro, che tutto può essere fuorché di sinistra, potrebbe portare ad uno schieramento in grado di governare e mantenere la governabilità per un’intera legislatura.
L’idea di consegnare il Paese di nuovo alla destra non è entusiasmante, ma avere una destra più moderata e più presentabile di quella avuta fin’ora quantomeno tranquillizza, e potrebbe dare il tempo alla sinistra di trovare la sua vera identità senza fossilizzarsi nella lotta alla persona e senza, nel frattempo, affossare del tutto il Paese.
    Luca Craia

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