Quale senso educativo ha il nostro lavoro?

Spesso emerge dalla descrizione delle nostre strutture e dei nostri progetti riabilitativi una idea del tempo come qualcosa di molto scadenzato sincronicamente e diacronicamente.
Vi sono fasi, livelli ecc.
che richiamano un modello di tipo scolastico.
A scuola infatti il ciclo é definito, uguale per tutti, anziché modellarsi sui tempi e sugli obiettivi della  persona.
Ma come si possono assegnare dei tempi definiti a processi di vita e di cambiamento tanto complessi? Come mai tale definizione univoca del tempo (mentre la percezione del tempo é assai diversa per persone diverse)?   Per chiarire adeguatamente il senso educativo del nostro lavoro occorre imparare ad analizzarne i dettagli, portare alla luce la dimensione sottintesa del nostro approccio.
E la dimensione latente delle risposte dell' altro.  Occorre far emergere la filosofia sottesa al nostro servizio.
Riflettere sui carichi personali (quotidianità ed emergenza).
Spesso un' analisi sincera svela che noi chiediamo all' altro solo adeguamento a regole.

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