Quando il treno è in ritardo (parte 4 di 4)

Excursus sui ritardi scandalosi dei treni (parte 4 di 4) Ed ecco che entra in gioco la selezione naturale dei pendolari: gli anziani, i bambini, le donne in dolce attesa (l’attesa del treno in genere non è dolce), i passeggeri debilitati da qualche malanno di stagione soccombono sotto le spinte dei corpi accalcati.
Si raggiunge una pressione di 100 atmosfere tale per cui chi perde i sensi resta in piedi, sospeso tra i corpi fluttuanti, la temperatura raggiunge presto i 3.000 gradi Kelvin (2.726,85 gradi celsius), una scintilla e potrebbe innescarsi la combustione dando origine ad una nuova stella e ponendo fine alla vita sulla terra.
Gira voce che Novate prenda il nome dalla supernova che ebbe origine dall’implosione del diretto delle 18.43.
Naturalmente, prima che i corpi degli abbonati si fondano a formare il Leviatano di Hobbes e prendano a calci la classe dirigente dei TreniNordItaliaDelloStato, qualcosa si rompe e il convoglio si ferma.
  A questo punto si potrebbero verificare due situazioni: la prima è che il treno si fermi nel nulla, la seconda che arranchi fino alla stazione successiva.
Sinceramente non ho mai saputo scegliere di quale morte morire.
Nel primo caso, dopo 47 minuti di sosta immotivata in mezzo alle campagne tra Saronno e Bovisa, qualche sospetto inizia ad insidiarsi nelle menti dei passeggeri mentre osservano macchinista, capotreno e controllore fuggire furtivamente verso i campi di pannocchie (merito degli insegnamenti del seminario “Scienze della Fuga – Come evitare il linciaggio”).
A questo punto si scatena l’istinto di conservazione e i passeggeri si organizzano in comunità primitive come nella serie televisiva “Lost”, cercando di sottrarre ai vagoni nemici gli strumenti indispensabili alla sopravvivenza, primo fra tutti l’ambitissimo martelletto frangi-vetro.
Chi proviene dalla provincia ha qualche possibilità di cavarsela, ma quelli abituati alle comodità metropolitane cadono come foglie, sbranati dai fagiani selvatici, soffocati dai chicchi di mais delle pannocchie, impallinati accidentalmente nel periodo di caccia, e per via di altre morti orrende.
  L’agonia è molto più lunga e straziante nel caso in cui la locomotiva riesca a trascinarsi fino alla stazione successiva.
Scene mai più viste dalla presa della Bastiglia: qualsiasi treno vada nella direzione “giusta” è un potenziale bersaglio del corteo di profughi costretti ad abbandonare i convogli guasti.
Pur essendo in ritardo di tre ore sull’orario di timbratura del cartellino il pendolare lombardo non si [...]

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