Quando la stampa può migliorare l'umore e la qualità della vita....

  Dimezzata la cronaca nera, induce alla depressione Cattive notizie dalla Romania.
Quelle buone non mancheranno più.
Anzi, dovranno rappresentare almeno il cinquanta per cento di tutte quelle fornite dalle radio e dai telegiornali.
Una sorta di par condicio della comunicazione, votata oggi dal Senato e pronta per essere promulgata dal presidente della Repubblica, nonostante il voto negativo dell'altra Camera.
L'Agenzia per il monitoraggio della Stampa è già scesa sul piede di guerra: "Il fatto che i senatori compiano ingerenze nello spazio editoriale radiotelevisivo equivale a una esplicita censura, vietata dalla Costituzione – ha tuonato il presidente Mircea Toma – Tanto vale proporre esclusivamente notizie tranquillizzanti, come ai tempi di Ceausescu".
Dall'altro fronte, i due parlamentari promotori della legge, si difendono con argomentazioni quantomeno singolari: "Vogliamo migliorare il clima generale e offrire al pubblico la chance di percepire in modo equilibrato la vita quotidiana, dal punto di vista psichico ed emozionale" hanno spiegato il liberale Ion Ghise e il nazionalista Gheorge Funar.
"Le depressioni provocano malattie croniche".
E ancora: "Il negativismo uccide".
Risponde con una battuta il presidente dell'Associazione dei giornalisti romeni: "La buona notizia è che i parlamentari si preoccupano della salute della popolazione, quella cattiva che la popolazione non si preoccupa della salute di alcuni parlamentari".
Ma chi deciderà cosa è buono e cosa, invece, cattivo? Un parametro matematico o un supergarante delle pubbliche emozioni? La cattiva notizia, forse, è che non ci hanno ancora pensato.
Quella buona, probabilmente, che non ci dovranno pensare mai.
Al presidente rumeno l'ardua sentenza.
La Stampa - Francesco Moscatelli maria rita corradi

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