Quando, nel 1999, Ted Hughes morì e andò a ricongiungersi nelle Isole Elisie a sua moglie Sylvia Plath, qualcuno fece il nome

Carlo Vita
Tony Harrison, amaro edonista
 
Quando, nel 1999, Ted Hughes morì e andò a ricongiungersi nelle Isole Elisie alla moglie Sylvia Plath, qualcuno fece il nome di Tony Harrison come suo successore nel ruolo di poeta laureato lasciato vacante dallo scomparso. In Inghilterra il poeta laureato è il “poeta della regina”, titolo anacronistico ma prestigioso, compensato annualmente per tradizione con 300 sterline e due damigiane di vino di Malaga.
Harrison, poeta scurrile e maccheronico, antimonarchico conclamato, provocatore di polemiche, ne approfittò subito. Per togliersi clamorosamente dalla lista di candidati alla carica di “accalappiatopi della regina”, come egli dice, scrisse una poesia, Laureate’s Block, che mandò per fax al “Guardian”, su cui era già uscita la sua Ode per l’abdicazione di Carlo III, auspicio di un’Inghilterra repubblicana. Dedicato “alla Regina Elisabetta”, il nuovo poemetto è in trenta quartine a rima alternata (il contrasto tra contenuto dissacrante e rigo...

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