Quando un figlio è in difficoltà

Quando un figlio ha una difficoltà può accadere che non si giunga alla soluzione.
Sono precisamente tre le modalità che impediscono un buon esito.
La prima è non intervenire quando si dovrebbe.
La seconda (in auge nell’iperprotettiva famiglia italiana) è intervenire quando non si dovrebbe.
L’ultima è intervenire a un livello errato; per semplificare (il concetto è un po’ particolare): nel modo sbagliato! Il primo passo verso la soluzione è porsi una domanda all’apparenza bizzarra: cosa dovrei fare o non fare per peggiorare la situazione.
Ma come peggiorare! Io la voglio risolvere… direbbe chiunque si senta proporre questa idea, ma, come ci insegnano gli strateghi dell’antica Cina “Se vuoi drizzare una cosa, impara tutti i modi per storcerla di più”.
Dopo aver individuato tutti i modi per rendere catastrofica una situazione che potrebbe avere nulla di catastrofico, la nostra mente farà il resto andando al positivo.
Del resto, un aforista anonimo (forse non se l’è sentita di dichiararsi) diceva che “se non sei parte della soluzione, sei parte del problema”.

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