Quantum of solace

Ancora profondamente scosso dal tradimento e dalla morte di Vesper, la donna che amava, James Bond è spinto all'azione da un desiderio di vendetta.
Durante un interrogatorio a Mr.
White, 007 e M scoprono che una potente organizzazione, di cui neanche conoscevano l'esistenza, sta tramando alle loro spalle.
La pista porta l'agente segreto a Haiti dove individua in Dominic Greene l'uomo che si cela dietro l'organismo che vede coinvolti uomini d'affari di tutte le nazioni.
A Haiti fa anche la conoscenza di Camille, una giovane spia che come lui è assetata di vendetta.
Quantum Of Solace inizia laddove finiva Casino Royale e si concentra (nuovamente) sugli esordi di James Bond come agente segreto.
Prendendo in prestito il titolo di un racconto breve tratto dalla raccolta "Solo per i tuoi occhi", Marc Forster sceglie di sviluppare il percorso emotivo di 007 in un film di transizione.
Collocandosi nell'attimo prima che l'agente indossi il suo smoking con disinvoltura, Quantum Of Solace lascia presagire che dopo, e solo dopo, ci saranno i sorrisi ironici, gli sguardi languidi, le conquiste facili, la scioltezza di stile.  Seguendo le orme di Martin Campbell, che aveva regalato alla spia la licenza di uccidere, Forster prosegue l'analisi introspettiva del personaggio completando il suo profilo ed esemplificandone il carattere.
Accecato dalla vendetta, Bond elimina tutte le piste possibili riducendole in "binari morti", ma lungo il percorso di formazione dovrà imparare a gestire l'irruenza e perfezionare l'assetto per ottenere la fiducia di M.
Il Bond di Daniel Craig deve subire un cambiamento per poter passare all'azione con l'impudenza che lo contraddistingue.
Deve chiudere con il passato e cancellare il rancore.
Ambientato sullo sfondo di uno scenario politico contemporaneo (sviluppato dalla penna deconcentrata di Paul Haggis), Quantum Of Solace si libera dai cliché bondiani, dalle battute di spirito e dai gadget per tentare una strada più realistica e modernizzare la figura del più celebre agente del cinema spionistico.
Se l'idea è buona e condivisibile, il film perde lo slancio cadendo in qualche lacuna di scrittura rischiando di sprecare la spinta dell'eccellenteCasino Royale.
Tuttavia, grazie a uno sguardo originale e alle interpretazioni di Daniel Craig (ormai a suo agio nel ruolo) e Mathieu Amalric (che offre al villain una maschera megalomane e credibile), Marc Forster riesce a portare a termine la missione con competenza liberando James Bond dal rimpianto.

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