Quarto: il via in pompa magna alla “sceneggiata” garibaldina

Nel 150esimo anniversario della partenza della spedizione dei mille da Quarto, si riconosca che si trattò di una commedia recitata male e che non fu vi niente di eroico.
Le navi garibaldine furono scortate dalla flotta sabauda e da navi da guerra britanniche.
Nella ricorrenza del 150° anniversario dell’avvenimento, l’FNS ritiene che sia doveroso riaffermare i valori della VERITA’, anche per quanto riguarda la partenza da Quarto di Garibaldi e dei suoi “MILLE”, avvenuta, appunto, il 5 maggio del 1860.
 Niente di eroico, niente di miracoloso; nessun EROE da santificare!  Era stato, infatti, tutto previsto e tutto programmato.
Tutto era, insomma, conforme al progetto e alle direttive del Governo di Londra.
Le navi “Piemonte” e “Lombardo” erano state già regolarmente vendute, al Governo di Torino, dall’armatore Federico RUBATTINO.
Si trattava soltanto di dare ad intendere ai diplomatici stranieri ed ai “GONZI” che vi era stato un abile ed imprevedibile colpo di mano da parte di un “COMMANDO” garibaldino, per “catturare e sequestrare” i due piroscafi (peraltro già pronti e con gli equipaggi a bordo che facevano finta di dormire).
La Polizia portuale, i gendarmi ed i testimoni di qualsiasi tipo era stati fatti allontanare dalle vicine banchine del porto di Genova.
Nino Bixio e Benedetto Castiglia recitarono, come meglio poterono, la commedia, pur accumulando dei ritardi imprevisti.
 A Quarto, Garibaldi, fra la folla plaudente, li aspettò con notevole impazienza.
Finalmente potè dare il via agli imbarchi dei Mille.
Gli imbarchi procedettero lentamente, in quanto, con delle barche e delle chiatte, si dovevano raggiungere il LOMBARDO ed il PIEMONTE che attendevano a qualche centinaio di metri dalla costa che non aveva approdi idonei a navi così grandi.
Partenza, dunque, verso il MITO ! ….
Ovviamente, per la storiografia ufficiale, il tutto era avvenuto nel massimo SEGRETO.
Il Segreto di Pulcinella, appunto!  Il MOTTO al quale si atteneva la spedizione era “ITALIA E VITTORIO EMANUELE”.
Questo fu chiarito, con il primo Ordine di servizio, fin dal primo momento della partenza.
E sarà ripetuto, per ordine di Garibaldi, ad ogni pie’ sospinto.
Il CAVOUR aveva svolto già la sua parte, ma, intelligente com’era, volle prendere precauzioni.
Ritenne necessario, infatti, che la flotta piemontese, comandata dall’Ammiraglio PERSANO, seguisse i due piroscafi con la dovuta discrezione.
Mentre gli Inglesi, con le loro navi da guerra, sempre a debita distanza, seguivano le navi dei “Mille” [...]

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