Quattro casi che raccontano il Pd alle prese con la sua identità

Immigrazione, costi della politica, lavoro e organizzazione: il PD prova a ridisegnare i propri contorni.
Non sarà indolore il tentativo di ridisegnare i contorni del Pd, di dargli identità e in alcuni casi anche di prendere le distanze rispetto alle policies degli ultimi anni. Ma il tentativo c’è e gli indizi di questa virata, iniziata negli ultimi mesi, sono dappertutto. Prendiamo la questione dell’immigrazione. Matteo Orfini, critico verso la linea di Marco Minniti sulla Libia, adesso che non è più presidente del Pd è tornato ad avere un ruolo politicamente più attivo. Dice: “Tra una settimana in Aula ci sarà il voto sulla proroga della missione in Libia. Io sono contrario. E spero lo sia anche il Pd”. Per un motivo molto semplice, spiega Orfini: “Io lo capisco che non è semplice decidere cosa fare di fronte alle provocazioni di Salvini. Reagire, rischiando paradossalmente di fare il suo gioco o lasciar correre. E capisco il punto di vista di chi non vuole farsi dettare l’agenda....

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