Quel cammello che passò attraverso la cruna dell'ago

Sono quel cammello passato attraverso la cruna dell'ago.
Avevo due gobbe, vanto e fatica, poi ero bello nella mia speciale barriera pelosa.
Una lingua lunga, ma non per parlare a vanvera.
Mai mi arrabbiavo, nemmeno mi veniva in mente di provarci.
Seduto ad aspettare, aspettavo.
Ecco, utilizzare il mio tempo per cose utili.
Le cose futili, invece sono quelle che feci in passato.
Furono cioè utili, ora non lo sono più.
Il mio padrone mi chiama, mi fa alzare e poi sedere ancora, accanto al fuoco, ai piedi di una duna che domani non sarà più qui.
Mi chiama e mi interroga.
Fa domande, lui pensa rivolto a se stesso, ma io so che potrei rispondere.
Dammi - dice - la definizione di morte - e poi ci pensa, ma non dice altro e se ne va a dormire.
Anch'io ci penso e dopo molto almeno una definizione la trovo.
Morte: calma e sangue freddo.
Lo dico, ma lui non capisce.
Sta zitto - dice - e torna a dormire.

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