Quello che dice Conte o Fico o Di Maio conta poco o nulla: qui il burattinaio sembra essere Casaleggio, magari con la benedizione del buon Grillo. Se poi fosse veramente così, ci sarebbero mille motivi per preoccuparsi!

Così Fico manda Conte in "fuorigioco" Roberto Arditti Direttore editoriale di Formiche.net
L'unico che può consolarsi davvero è Matteo Renzi. Già perché nessuno come lui ha lamentato il "fuoco amico" contro il suo governo. Ma allora cosa dovrebbe dire il povero professor Conte, che proprio oggi riesce (dopo giornate per molti versi drammatiche) a prendere una semi-decisione su Tav (indicando con una lettera a Telt di rinviare i bandi, che è un modo per non dire di si, ma nemmeno per dire no, quindi per tenere in vita il progetto), che però viene subito bombardato senza pietà dal presidente della Camera Roberto Fico?
Ecco le parole della terza carica dello Stato: "Il No alla Tav non è un atto ideologico, ma una battaglia identitaria del Movimento Cinque Stelle". Insomma, dice Fico, il M5S "è" No Tav per costituzione, per ragion d'essere definitiva ed inalienabile.
Per carità, è del tutto legittimo pensarla in quel modo. Ma ciò che conta oggi è ben altro, cioè il senso del Governo, de...

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