Questi sono tutti gli ultimi colpi NBA

Stop, mercato finito.
Finalmente, se vogliamo.
Basta voci, basta insinuazioni, adesso si pensa solo a vincere.
I giocatori con le valigie pronte (Shaq, Carter, Stoudemire) sono rimasti dov’erano, mentre Chicago e New York hanno contribuito a rendere scoppiettanti gli ultimi istanti di mercato.
Partiamo dai Bulls, una squadra ricca di talento ma palesemente bisognosa di un’aggiustatina.
L’altro iei è finalmente giunto un pivot che aspettavano da tempo.
Si tratta di Brad Miller, arrivato da Sacramento in compagnia di John Salmons.
Ai Kings sono andati Andres Nocioni, Drew Gooden, Micheal Ruffin e Cedric Simmons.
Duole ovviamente la partenza di Nocioni, idolo dei tifosi –almeno fino all’arrivo di Rose- in leggero calo in questa stagione.
Ma per i Tori non finisce qua: Hughes, da tempo sul piede di partenza, ha finalmente trovato una sistemazione: si tratta di New York, che in cambio ha dato Tim Thomas, Anthony Roberson e Jerome James.
Per i Bulls, dunque, un po’ di esperienza in un gruppo ancora molto giovane, e che adesso potrà finalmente tentare un serio assalto ai playoff data soprattutto la pochezza delle avversarie nella Eastern Conference.
I Knicks, però, non si sono fermati qui.
Dopo Hughes hanno messo sotto contratto il “girovago” Chris Wilcox, che sembava sul punto di finire a New Orleans nell’ambito della videnda-Chandler.  Ai Thunder è andato Malik Rose, giocatore di grossa esperienza, dal rendimento mediocre e col contratto altisonante.
Torniamo a Sacramento però: Ruffin, appena prelevato dai Bulls, è finito a Portland in cambio di Ike Diogu.
Successivamente i Kings hanno intavolato un altro scambio, apparentemente di secondo piano, ma che coinvolge giocatori dal roseo futuro come Rashard McCants, prelevato da Minnesota insieme all’esperto Calvin Booth.
Ai T’Wolves sono andati Shelden Williams, eterna promessa estremamente sopravvalutata in fase di draft (quinta scelta di Atlanta), e Bobby Brown.
Veniamo ora ad uno degli scambi che potrebbe rivelarsi importantissimo in chiave, perché no, anche di finalissima.
I Magic, che stavano volando con un Nelson straordinario, dall’infortunio del loro play sono in caduta libera.
L’acquisizione di Lue non ha sortito, naturalmente, gli effetti sperati; l’arrivo di Sergio Rodriguez è sfumato e quindi la dirigenza dei Magic ha virato su Alston, funambolico playmaker in forza ai Rockets, ai quali è finito Brian Cook e Kyle Lowry proveniente da Memphis, che a sua volta ha ricevuto una prima scelta dei Magic.

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