REGIME TELEVISIVO

        L'Ue boccia la Gasparri: «Regime televisivo fuori legge»   La Corte europea ha stabilito che il regime tv italiano è contrario al diritto europeo.
Conseguenza della decisione riguarda Rete4 che occupa, abusivamente stando alla Corte, le frequenze assegnate nel 1999 all'emittente Europa7.
Giulietti: condannata l'anomalia italiana, ora i diritti a Europa 7 La lunga battaglia giudiziaria di Europa 7   L'Ue boccia la Gasparri: «Regime televisivo fuori legge»               Francesco Di Stefano Dopo anni di sentenze arriva da Bruxelles la parola definitiva sulle frequenze vinte da Europa 7 e usate da Rete 4.
La Corte europea di giustizia ha condannato infatti il sistema italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione televisiva, nella sentenza sulla causa che opponeva l'emittente privata Centro Europa 7 al Ministero delle Comunicazioni.
Secondo la Corte il regime di assegnazione delle frequenze non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.
La sentenza coinvolge direttamente Mediaset e la sua Rete 4 che da anni trasmette utilizzando, abusivamente stando a quanto stabilito dalla Corte, le frequenze che nel 1999 erano state acquistate ad un'asta dall'emittente Centro Europa 7.
In una nota l'azienda televisiva di proprietà di Berlusconi sostiene che la sentenza «non può comportare alcuna conseguenza sull'utilizzo delle frequenze nelle disponibilità delle reti Mediaset», puntando sul fatto che «il giudizio cui la sentenza si riferisce riguarda esclusivamente una domanda di risarcimento danni proposta da Europa 7 contro lo Stato Italiano».
Sulla vicenda, in realtà, era intervenuta anche la Corte costituzionale italiana che aveva fissato al 31 dicembre 2003 la data ultima entro la quale la rete berlusconiana avrebbe dovuto lasciare le frequenze.
Ma un provvidenziale decreto legge preparato dal duo Gasparri-Berlusconi bloccò tutto.
«Sono soddisfattissimo», ha commentato Francesco Di Stefano, patron di Europa7, «Ma anche amareggiato perché ci è voluto così tanto tempo per una cosa chiara.
Comunque siamo fiduciosi e lo siamo sempre stati sempre stati: ecco perché abbiamo resistito tutti questi anni».
Ma la faccenda si fa seria per Mediaset.
Per Ottavio Grandinetti, il legale che assiste Di Stefano, ora si apre la strada sia dell'assegnazione di frequenze che di un risarcimento dei danni da parte dello Stato italiano.
«Non è vero, come affermato da Mediaset in [...]

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