REGIONE, L'ASSESSORE ILARDA FA ASSUMERE LA FIGLIA. R.COMUNISTA HA RICHIESTO L'INTERVENTO DELLA CORTE DEI CONTI

L'assunzione della figlia dell'assessore Giovanni Ilarda alla Regione continua a far discutere.
La figlia dell'uomo che ha messo a stecchetto un ente con troppo lavoratori è stata nominata dirigente, con contratto quinquennale, nell'ufficio di gabinetto di un collega di Ilarda, ovvero l'assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro.
Un incarico da 75 mila euro lordi annui, affidato per chiamata diretta.
"Chiediamo alla Corte dei Conti di disporre un accertamento per verificare l'intollerabile natura clientelare delle assunzioni per chiamata diretta di figli, sorelle, mogli e amici di esponenti del governo Lombardo negli uffici di gabinetto degli assessori e nelle società controllate o partecipate della Regione.
Nomine che, a nostro parere, sono immorali, ingiustificate e illegittime".
A formulare la richiesta è Giusto Catania, europarlamentare di Rifondazione Comunista, commentando la vicenda dell'assunzione della figlia dell'assessore regionale alla presidenza Giovanni Ilarda dall'incarico all'assessorato ai beni culturali da cui si è dimessa dopo le denunce dei sindacati.
"Lo spettacolo offerto dal Popolo delle libertà con la sfacciata infornata denunciata dai sindacati - continua - testimonia le prebende per i fortunati favoriti e le spartizioni a favore dei pochi che vantano parentele eccellenti a danno di migliaia di siciliani, altrettanto o più titolati ma onesti, ai quali è inibito l'accesso a posti destinati solo ai privilegiati".
"Ancora più imbarazzante, infine, è l'ipocrisia dell'assessore Giovanni Ilarda - conclude Catania - Le parole di giustificazione per l'assunzione della figlia da parte dell'ex magistrato chiamato in giunta per fare il moralizzatore sono davvero ridicole".

Leggi tutto l'articolo