RENZI, AMMIREVOLE GUERRIERO

Avevo simpatia, per Matteo Renzi, ma da quando è diventato Presidente del Consiglio quella simpatia è morta. L’ha uccisa l’eccesso. Quest’uomo è caratterizzato da un delirio di autoaffermazione. E tuttavia, mentre mi appresto a dire “no” al suo referendum, sento il dovere di levarmi il cappello, dinanzi ai suoi meriti militari.
Immagino che più d’uno inarcherà il sopracciglio. Non c’è nessuna guerra, in corso. Eppure è la verità: il grande combattente dimostra il suo valore quando è quasi senza speranza, non quando la vittoria è facile. Mentre Achille è una macchina irresistibile, passano i secoli e ancora ci commuoviamo pensando a Leonida.
Ma prima di lodare Renzi come grande guerriero, non si possono chiudere gli occhi sugli enormi errori che ha commesso. Come dimenticare la sua promessa di quattro riforme epocali, una al mese, nei primi quattro mesi? Un Giove meno pacioccone di quello dell’Olimpo in altri tempi l’avrebbe fulminato perché peggiore di Prometeo. E come dimenticare la ...

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