RENZI E IL 21 SETTEMBRE

 
 
Matteo Renzi è simpatico. È un bell'uomo, ha una faccia che ispira tenerezza, tra il fanciullesco e il birichino, si esprime come se fosse circondato soltanto da vecchi amici, e se non è fisicamente in maniche di camicia, lo è sempre intellettualmente. Manca totalmente d'affettazione e per questo ciò che dice suona vero. Se qualcuno gorgheggia: "Che delizioso profumino, ho già l'acquolina in bocca", forse vuol fare un complimento alla padrona di casa. Ma chi esclama: "Accidenti, sembra buono, quello che cucinate: quando si mangia?", è difficile che stia mentendo. O, quanto meno, è un po' più difficile pensarlo.
Tutti abbiamo trovato simpatico l'ex sindaco di Firenze. Dapprima. Ma poi è venuto a galla il sempiterno problema delle dosi.
Prendiamo la recitazione. Un viso immobile, praticamente sempre con la stessa espressione come quello di Harrison Ford, non è la caratteristica di un grande attore. Sergio Leone addirittura disse del primo Clint Eastwood che aveva soltanto due espress...

Leggi tutto l'articolo