RENZI NAPOLEONICO

Di Matteo Renzi non si sa molto.
E forse non c’è molto da sapere.
Essendo giovane ha una biografia piuttosto breve, ed essendo un politico quello che dice non ha quasi nessuna importanza.
I candidati promettono la luna e una volta eletti si rimangiano le promesse, dunque le loro parole contano poco.
Si è talmente abituati a questo schema che il primo successo di Silvio Berlusconi si spiegò proprio così.
La gente pensò: “Molti sanno solo parlare, costui ha creato un impero economico, chissà che non vada oltre le parole”.
Oggi la competizione politica è dominata da due fattori: il disincanto, che fa prendere sul serio Beppe Grillo, e la televisione.
Non si ha né il tempo né la voglia di ascoltare quello che dicono i concorrenti.
I dibattiti in televisione sono per gli appassionati soltanto.
Dunque ci si ferma a ciò che si riesce a intravedere, nei secondi dello zapping: “Toh, quello è Barack Obama.
Quant’è giovane! Come gli cade bene il vestito! Come sorride con convinzione! E qual è il ...

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