RENZI VS ZAGREBELSKY, L'IRRIVERENZA VS IL RISPETTO

Malgrado Matteo Renzi neghi che “se al referendum costituzionale del 4 dicembre vincessero i No, non c’è la fine del mondo”, - solo qualche mese fa affermava il contrario, legando addirittura l’esistenza del proprio governo all’esito referendario – la campagna elettorale per il Sì che lo vede protagonista in prima linea, con l’ausilio di, quasi, tutti i media pone un quesito non da poco: come può il Presidente del Consiglio occuparsi degli interessi del paese quando è talmente impegnato a girare per i teatri e gli studi televisivi per propagandare il Sì’? Questo lavoro non dovrebbe svolgerlo il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi che si è intestata la riforma? Mi si risponderà che la Boschi è impegnata in Sudamerica a propagandare il Sì alle migliaia di italiani che vi vivono e che dovranno votare a loro volta per il referendum.
Sarà.
Ma forte è il dubbio che il Premier abbia deciso di scendere personalmente in campo, defilando la Boschi  oltreoceano dopo non certo le entusiasmanti accoglienze e, soprattutto, le poco esaltanti figure fatte dalla ministra ovunque si presentasse per sostenere il Sì -  durante il tour negli atenei,  a Catania venne contraddetta in maniera perentoria da un laureando in legge cui il rettore fu costretto a togliere la parola perché stava seriamente minando la credibilità del ministro –, temendo che la Boschi, non essendo in grado di sostenere  in maniera convincente le ragioni del Sì, apparendo in pubblico vanificasse gli sforzi di chi ha fortemente voluto questa riforma passi, Napolitano in primis.
In conseguenza di ciò ecco che il Premier, molto probabilmente su suggerimento dei suoi spin doctors, visto che i sondaggi al momento dicono che, seppur di poco, il No sarebbe in vantaggio sul Sì, ha deciso di scendere in campo e di confrontarsi vis a vis non più con giornalisti  e giuristi compiacente bensì con quelli che sono tra i suoi più accessi critici e sostenitori del No, Marco Travaglio, a Otto e Mezzo su La Sette;  e venerdì sera, sempre su La Sette, Gustavo Zagrebelsky Presidente emerito della Corte Costituzionale.
Ricordando che quando era in vantaggio nei sondaggi Berlusconi ha sempre rifiutato il faccia a faccia con i suoi avversari e critici, ma lo ha sempre accettato quando era dato per sconfitto – vedi la sua apparizione a Servizio Pubblico da Santoro in vista delle elezioni del 2013 – essendo per molti aspetti caratteriali Renzi e Berlusconi simili, c’è da presumere che la comparsa di Renzi in prima linea nella propaganda [...]

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