RICCARDO BARENGHI, Intervista a Fausto Bertinotti

Int.
a Fausto Bertinotti: "un partito nuovo a sinistra" • da La Stampa del 11 giugno 2009, pag.
11 di Riccardo Barenghi La proposta di Fausto Bertinotti è dirompente: «Bisogna far nascere un Partito nuovo della sinistra italiana, di tutta la sinistra italiana.
Un Partito creato da tutti quelli che oggi sono all'opposizione e che si sentono più o meno di sinistra, da Rifondazione all'Italia dei valori, dal Partito democratico al movimento di Vendola, dai socialisti ai Verdi, dai Comunisti italiani ai radicali».
Un'idea suggestiva ma non è un po' velleitaria? «Velleitaria? E allora che facciamo, stiamo fermi ognuno a guardarsi allo specchio della sua sconfitta storica, epocale? Abbiamo perso tutti.
Queste elezioni, in Italia e in Europa, sanciscono la fine della sinistra novecentesca, dai comunisti ai socialisti, dai socialdemocratici ai laburisti.
Se ognuno di noi non prende atto di questo fatto e non è disposto a rimettersi in discussione, non ne usciremo mai.
E continueremo ad agonizzare fino alla morte».
Lei lancia questa proposta ma intanto ognuno guarda al suo interno, il Pd pensa a come risalire la china dal 26 per cento, Ferrero a come organizzare i suoi comunisti, Vendola a come allargare il suo movimento, Di Pietro e come allargare il suo campo...
«E sbagliano.
Se non prendono atto che è finita una storia e che quindi si deve ricostruire da zero non faranno un metro in più.
Io dico che dovrebbero essere tutti più umili e capaci di rimettersi in discussione, abbandonando recinti, simboli e vecchie ideologie perché sono state tutte cancellate dalla storia.
Vediamo oggi che la fine del comunismo ha investito anche tutti gli altri pezzi del movimento operaio europeo, un'onda lunga che in vent'anni ha cancellato tutto.
Ma siccome penso che la sinistra abbia ancora una senso, sociale e politico, a cominciare dal bisogno di ridare una rappresentanza al mondo del lavoro, dico che bisogna riprovarci mettendosi tutti insieme».
Con quali obiettivi? «Intanto prendendo atto che nessuna della nostre storia ha più senso se va avanti da sola.
Avevamo due sinistre, una moderata e una radicale, oggi non ne abbiamo più nessuna.
Avevamo tentato la carta del centrosinistra ma anche quello è fallito.
Quindi bisogna rompere gli steccati i recinti.
E poi cercare di sfondare nel campo avversario, facendo un'operazione analoga a quella che ha fatto la destra che è riuscita a conquistare grosse fette della nostra ex base sociale, basti pensare agli operai che votano Lega.
Tocca a noi riprendercela ma lo possiamo fare solo [...]

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