RICORDANDO FRA IMMACOLATO

  di Padre Raffaele Amendolagine O.C.D Sono passati quindici anni dalla sua entrata in Paradiso, 13 aprile 1989: sessantasei anni, dei quali cinquantuno passati a letto, sua croce.
Carmelitano Scalzo: del primo Ordine, come aveva piacere dichiararsi.
Suo convento: la camera nella casa dei genitori a Campobasso.
Altare: il giaciglio dove lentamente si consumò tra atroci sofferenze.
Unico lamento, prima di morire: “Mi fa male, molto male”.
Ultime parole: un grido: “Dio! Dio! Madonna! Madonna!”.
Qualcuno ha riassunto la sua vita con questa frase: "parlò poco, soffrì molto, sorrise sempre".
Con dispensa speciale fu accolto nella famiglia del Carmelo, quando già da dieci anni era ammalato.
Riportiamo ciò che scriveva al Monastero delle Carmelitane Scalze di Firenze: .
“E’ dal 27 giugno 1938 che sono affetto da osteomielite deformante; posso dire che Gesù mi ha amato con predilezione fin dalla più tenera età.
A tredici anni pensavo alla Certosa e, durante il primo anno di malattia, chiesi la guarigione, se conforme ai divini voleri, solo per scomparire nella bianca silente Certosa.
Mi ammalai quando ancora non avevo quindici anni.
Fin dal primo istante volli la volontà di Dio, non sapevo ciò che Gesù aveva per me in serbo, ignoravo completamente i divini disegni, però mai Gesù mi ha fatto ricalcitrare sotto l’amorosa mano che mi crocifiggeva”.
Possiamo affermare che il Signore gli facesse assaporare, quasi subito, nel dolore che gli straziava il corpo, il suo amore di predilezione.
Non certosino, ma carmelitano, sulla scia della santa riformatrice del Carmelo, Teresa d’Avila, che voleva “vedere Dio” e che la faceva esclamare: “O morire o patire”.
Consapevoli tutti e due che la contemplazione di Dio è riservata, in pienezza, all’altra vita, mentre, su questa terra, lo si può contemplare solo attraverso la sofferenza.
Come nacque la sua vocazione carmelitana lo descrive egli stesso, scrivendo al medesimo Monastero: “...
Per due volte sognai la Mamma Celeste che mi rivestiva una volta del santo Scapolare e una volta me lo porgeva.
Altra volta invece sognai, se non erro, il santo Padre Elia che mi porgeva tutto l’abito nostro e mi diceva: “Lo indosserai al Carmelo”.
L’ultima volta, poi, sognai la chiesa che mi aveva visto bambino, in preghiera, dinanzi all’Addolorata Mamma nostra...
Mentre pregavo e dicevo alla Mamma nostra di farmi conoscere in quale Ordine mi voleva, la vidi animarsi, stendere la sinistra verso il Iato destro della chiesa e dirmi: “è tra quei religiosi che [...]

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