RIFLESSIONE PER UN GIORNO DI FESTA

Sono rimasto in qualche modo legato ad un periodo della mia vita che, insieme a tanti tormenti, mi ha regalato quel poco che so e oggi, giornata che la chiesa cattolica dedica alla "vita consacrata" pur essendo lontanissimo da quel cimitero di "sepolcri imbiancati" leggo, come d'altronde faccio spesso, i brani del vecchio e nuovo testamento inseriti nella liturgia di una Parola, rimasta nei secoli lettera morta o, al più, usata e abusata dai suoi dottrinari esegeti, per svilire un messaggio evangelico che doveva essere "rivoluzione" riscatto sociale e invece è solo motivo di autocompiacimento da parte di un clero più attento ai bisogni dei "primi" ed empiamente dimentico di quegli "ultimi" ai quali la Buona Novella è indirizzata.
Messaggio incompiuto, disatteso, tradito, teologicamente stravolto da parte di una chiesa che si crede "navicella" ma che, invece, è solo un relitto in balia di un "equipaggio" soggiogato dal "mysterium iniquitatis" di cui Paolo di Tarso ha scritto profetizzando la grande apostasia finale e sul quale " mistero d'iniquità" la chiesa cattolica nel suo insegnamento ha sempre taciuto.A commento dei brani di oggi, V domenica del Tempo Ordinario: passi tratti da Isaia, dalla prima lettera ai Corinti e dal vangelo di Luca, ho trovato, quando si dice il caso, un'omelia laica di Gianfranco Monaca, un autore che ha scritto varie opere nelle quali in modo molto originale e incisivo egli approfondisce la ricerca storica e biblica abbinandola a varie tecniche di trasmissione del messaggio.
Leggendo la pagina che offro anche alla riflessione di coloro che per ventura leggeranno questo post, confesso che ho pianto (tanto non mi ha visto nessuno) al pensiero che la maggior parte di quella "rivoluzione" è rimasta solo un enunciato filosofico, un pio desiderio di quell'estremista radicale che si chiamava Yehoshua ben Yosef (Gesù figlio di Giuseppe e di Maria) che non ha mai detto di essere Dio.                "PARLAVA DA DIO E FACEVA SOGNARE""Luca, il discepolo che non faceva parte del gruppo dei "Dodici" aveva conoscenza indiretta dei fatti che racconta nel suo Vangelo: li aveva raccolti dalle testimonianze dei primi apostoli, probabilmente da Pietro o dal suo giro.
Il suo Vangelo seleziona ed evidenzia quegli aspetti e momenti della vita del Rabbi di Galilea che sembrano maggiormente realizzare il "programma" del Magnificat: "Dio dà prova della sua potenza distruggendo i potenti e i loro progetti.
Ha rovesciato dal trono i potenti, ha rialzato da terra gli oppressi.
Ha colmato di beni i [...]

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