RIFLESSIONE di Alfredo Giglio

    RIFLESSIONE di Alfredo Giglio ©   Allor ch’i miei momenti S’appressavano Più lenti alla lor meta, Ripercorrevo Tutta la mia vita Vissuta tra i miei fogli, Sempre solo.
Compagna m’era stata La memoria, Sol di colei Ch’avevo in cor serbata.
Un’esistenza Senza alcuna luce Segnava lo scorrere Di quel tempo truce, Ch’a me era toccato.
Triste il mio giorno Era sempre alterno A  quel tedioso, Che la mente Non rendeva ebbra, Ma sul labbro moriva Più lezioso.
E delusioni amare Segnavan l’ore frettolose, Che via, silenti Volavano più avare.
Vana la speranza d’aurore Se l’anima non vedea Alcun chiarore, Sebbene in alto poi Brillasse il sole.
D’un tratto, La bontà del verbo tuo, Che dal cor venia Sì dolcemente, Valse a dissipar quel buio Ch’avevo nella mente.
Dal guardo mi levai L’orrendo velo E vidi così la Luce, Ch’era in Cielo.
  Alfredo Giglio          

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