RITROVATI I RESTI DI FRANCESCA FERRAGUTO: L'ASSASSINO HA CONFESSATO

Si era diffusa già nello scorso mese di luglio la voce dell’assassinio della 21enne Francesca Ferraguto e del successivo occultamento del corpo dilaniato in pezzi da parte del convivente, il 35enne Gianfranco Bari .
Alla voce, però, non erano seguite le conferme ufficiali da parte degli inquirenti, tanto che, per qualche tempo, s’era pensato a una pur triste “leggenda metropolitana”,  tanto più che lo scorso 14 settembre lo stesso Bari era apparso nella trasmissione “Chi l’ha visto”, tornata per la seconda volta a occuparsi della ragazza scomparsa.
Bari sembrava sinceramente  addolorato e, addirittura, aveva immesso su “Facebook” un video con le foto di lui insieme a Francesca, lanciando appelli per il ritrovamento della ragazza.
 Era tutta un’abile messa in scena, per far sviare da sé  le indagini.
In precedenza dal cellulare di Francesca aveva inviato messaggi al telefonino della madre e a quello proprio, in cui, fingendosi Francesca,  rassicurava sul volontario allontanamento, tranquillizzando tutti.
Ma né magistrati né carabinieri sono caduti nella trappola mediatica così ben tesa dall’efferato omicida.
Tanto hanno fatto, scoprendo, per esempio, che il cellulare di Francesca era nelle mani del Bari, e tanto hanno detto finché il 35enne operaio,  ancora sposato all’anagrafe, con tre figli, non ha finalmente confessato, indicando il luogo,  una campagna di proprietà in contrada Pezzagrande, dov’erano stati seppelliti i nove sacchi neri per la spazzatura che contenevano i poveri resti della giovane donna, massacrata di botte in sèguito all’ennesimo litigio  per gelosia e poi smembrata per  trasportare più facilmente il cadavere senza dare troppo nell’occhio, visto che Bari aveva l’abitudine di recarsi in campagna.
L’assassino non ha confessato sùbito dov’era sepolto il cadavere.
Prima ha fatto un tiramolla con gli  inquirenti, confessando  e ritrattando, giocando sul tema dell’infermità  mentale  o della mitomania.  Quando, finalmente, ha dato agl’inquirenti l’opportunità di scavare e di rintracciare le “reliquie” della povera ragazza, gl’inquirenti, il procuratore ossi in testa, non hanno avuto dubbi e hanno convocato  i giornalisti per comunicare la risoluzione del caso, che si protraeva da mesi, dallo scorso 25 maggio, data in cui i genitori avevano ufficialmente annunciato la scomparsa della figlia.
Genitori che, ovviamente, sono passati dalla fervida speranza, allo sconforto quando s’era diffusa la voce estiva, alla più nera disperazione [...]

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