RIVOLUZIONE ?

    La Rivoluzione francese I fatti avvenuti in questi giorni, dapprima in Tunisia e poi in Egitto, mi hanno fatto pensare se noi italiani saremmo capaci di agire in questo modo per cercare di sovvertire un governo che non ci piace.
Probabilmente no e non credo dipenda esclusivamente dal fatto che crediamo ancora nella democrazia e nel principio sottinteso che va al potere chi riesce a ottenere il 50% + 1 in libere elezioni.
Noi italiani siamo bravissimi a mugugnare più o meno apertamente, a scendere in strada a manifestare ma poi vogliamo tornare tutti quanti nelle nostre accoglienti casette e al nostro solito tran-tran.
Siamo capaci di protestare ma non di entusiasmarci al punto da sovvertire la nostra vita.
Già nel 1840, Toqueville, studiando la società americana, si era convinto che il benessere diffuso fosse capace di uccidere le passioni umane rendendoci apatici, capaci di amare esclusivamente il nostro piccolo orticello divenuto l'unico ideale di vita: “Se i cittadini continuano a rinchiudersi sempre più strettamente nella cerchia dei piccoli interessi domestici, si può temere che essi finiscano per diventare quasi inaccessibili alle grandi e potenti passioni politiche, che turbano i popoli, ma che li sviluppano e li rinnovano...
Io temo, lo confesso, che essi si lascino infine dominare da un fiacco amore per i beni presenti, che scompaia l'interesse per il loro avvenire e per quello dei loro discendenti e che preferiscano seguire pigramente il corso del loro destino più che fare, all'occorrenza, uno sforzo energico per rimetterlo sulla giusta via.”  

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