ROM E SINTI IMPEGNATI NELLA RESISTENZA

DAL GRUPPO fb  http://www.facebook.com/group.php?gid=100314890008656&ref=search&sid=1496103044.3423383712..1#!/group.php?gid=46850982719 Franco Marchi C'è stata una sorta di rimozione sulla partecipazione di Rom e Sinti al movimento partigiano.
Ogni tanto qualche squarcio.
Fu normale e naturale che in Nord Italia anche gli zingari, specialmente giovani, parteciparono come molti loro coetanei ad una guerra per scelta o per costrizione in quanto l'alternativa era, se andava bene, l'arresto per renitenza alla leva e se andava male un viaggio spesso di sola andata verso la Germania.
Mi ha colpito il destino parallelo di due cugini, i Catter, due sinti.
Il primo di Vicenza fu fucilato assieme ad altri partigiani di cui quattro erano sinti ed uno dei quattro lo era di adozione essendo un gagè sposato ad una sinta che per scelta entro nella loro comunità.
Il secondo Giuseppe Catter fu ucciso ventenne in Liguria e fu intitolata a suo nome una brigata partigiana.
Su internet pochi racconti centrati di più sui morti combattenti e meno anche su figure che poi si batterono per l'integrazione ed il riscatto.
Se qualcuno non mi anticiperà copierò alcune di queste brevi storie.
Franco Marchi Dal sito dell'ANPI: Amilcare Debar - Nato a Frossasco (Torino) il 16 giugno 1927, zingaro.
È il solo italiano ancora vivente tra i tanti sinti e rom che hanno partecipato alla Resistenza.
Una sua scheda è compresa nella "Banca dati del partigianato piemontese".
Qualche notizia su Debar si trova su un volantino distribuito a Milano, durante le celebrazioni per il sessantatreesimo della Liberazione, dall'Associazione "Aven Amentza".
Nel foglietto si ricorda che il giovanissimo Debar militò in Piemonte, al comando di Pompeo Colajanni, nel battaglione "Dante di Nanni" delle Brigate garibaldine e che, "dopo la guerra, fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite".
Nel volantino si ricordano anche: il rom istriano Giuseppe Levakovic, che combatté nella "Osoppo"; Rubino Bonora, partigiano della Divisione "Nannetti" in Friuli; Walter Catter, fucilato a Vicenza l'11 novembre 1944; il suo cugino ventenne Giuseppe Catter, fucilato dai brigatisti neri nell'Imperiese.
Nel volantino si ricorda anche che, insieme agli ebrei, durante la Seconda guerra mondiale, i rom furono sterminati dai nazisti.
2 settembre 2009 alle ore 16.58 · Segnala Franco Marchi Prendo da un blog un pezzo in cui elenca alcuni, fra i tanti, rom e sinti impegnati nella resistenza.
C'è una ricostruzione anche per come venivano chiamati e come chiamavano i fascisti.
Su tutti le [...]

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