ROMA: "Scudetto? Dipende dall' Inter"

ROMA Ranieri non illude la Roma:" La squadra di Mourinho è troppo lontana, persi punti importanti.
Il titolo lo possono perdere solo loro.
Qui per me vincere vale doppio" ROMA - Il regalo più bello per i tifosi romanisti è poter ricominciare a sognare da grande squadra.
Un inizio sconcertante, l'esonero di Spalletti poi la rinascita.
Il tecnico della Roma confessa Sky però di non credere troppo all'impresa aggancio.
Ranieri, la Roma può parlare di scudetto? "Penso che abbiamo perso punti preziosi e siamo lontani di troppi punti.
Adesso stiamo risalendo la china, non so quanto potremmo andare spediti.
Lo scudetto? Sarebbe troppo bello, ma credo che, come l'anno scorso, possa perderlo solo l'Inter".
Certo per lei vincere a Roma sarebbe il massimo...
"Sarebbe bello.
Per me qui è tutto raddoppiato: quando si perde ma anche quando si vince c'è doppia soddisfazione".
Come il giorno del derby "Il momento più emozionante alla Roma è stato il derby, e lo dimostra il fatto che sono andato a fine partita sotto la Curva Sud.
Io che di solito sono uno schivo, che appena finisce la partita scappo, perché è il mio modo di essere, anche perché gli attori sono i giocatori.
L'allenatore c'entra poco e nulla.
Mi sono detto, ma sto qui, faccio il tifoso un attimo, volevo festeggiare sotto la Curva Sud, è stato più forte di me".
Ma di Roma da scudetto, nel giro di due anni, ha parlato anche Giampaolo Montali.
"Io penso che sia giusto che un dirigente parli così.
Ma certo, tra il dire e fare c'è di mezzo il mare.
A me piacciono le persone positive, proprio perché prima ci deve essere il sogno, e poi bisogna pedalare per mettere in pratica il sogno.
Questo senza deludere i nostri tifosi, che sono davvero speciali".
Ma Ranieri come ha fatto a trasformare così questa Roma? "Perché già c'erano degli ottimi giocatori, un'ottima squadra, una bellissima società e dei ragazzi che hanno sposato questo progetto.
Anni fa ha lottato fino all'ultima mezzora per il campionato, poi non è riuscita a ripetersi.
Evidentemente si era rotto qualche meccanismo, qualche feeling con l'allenatore.
Ci può stare, dopo quattro anni la ripetitività inconsciamente può venire a noia, soprattutto nel campionato italiano".
Questa marcia alla guida della squadra giallorossa è anche una rivincita nei confronti della Juventus che nella scorsa stagione l' ha esonerata a due giornate dalla fine del campionato? "Ma a che serve prendersi una rivincita? Dovevamo fare molto di più invece non è stato possibile.
Peccato".

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