ROMA 20 GIUGNO, FAMILY DAY: INTERVENTO DI COSTANZA MIRIANO

Innanzitutto vorrei salutare chi non è potuto venire, proprio perché sta “difendendo i suoi figli” come noi, ma dal posto di combattimento, da casa, dalla trincea direi: chi ha un bambino malato, come Paola, che è in ospedale con lui, chi ce l’ha sotto esame, chi non si è potuto permettere il viaggio, perché le famiglie a volte sono lasciate sole.
Direi che per ogni persona che è qui, ce ne sono cento che avrebbero voluto, e alcuni hanno organizzato manifestazioni, fiaccolate, veglie la notte scorsa.
Grazie! Ecco, io sono qui per parlare della differenza tra maschile e femminile, e non so da dove cominciare, perché la differenza è talmente tanta e talmente evidente, che mi sembra davvero di sguainare la spada per dire che le foglie sono verdi in estate, e che due più due fa quattro.
E ci vuole uno strano coraggio per far questo perché si è sviluppata una sorta di isteria collettiva sul tema, per cui ogni volta che si parla di differenza qualcuno grida allo scandalo, ci dice che siamo imbevuti di stereotipi, qualcuno si offende.
Qualche giorno fa, per dire, si è chiesto ufficialmente il ritiro di uno spot pubblicitario di pannolini perché diceva che alle femminucce piace farsi belle, ai maschi a giocare a palla, le femmine si fanno cercare, i maschi inseguono.
Ritirare lo spot! Ancora, un premio Nobel è stato messo alla berlina su twitter perché aveva detto che alle donne sul lavoro succede di essere emotive, di innamorarsi e di piangere se rimproverate.
(ecco, a me tra l’altro sono successe tutte e tre le cose, al lavoro).
L’insofferenza a tutto quello che parla di maschio e femmina ha raggiunto il parossismo, e nell’epoca della comunicazione si restringe sempre di più il campo delle cose che si possono dire liberamente, c’è una sorta di polizia del pensiero.
Dire che le persone oltre alle loro caratteristiche particolari sono o maschi o femmine non significa essere sessisti – come hanno scritto davanti alla redazione milanese di Tempi insieme ad altri epiteti che non si possono dire qui perché ci sono bambini.
La differenza parla di una grande bellezza.
È la vera grande bellezza.
È qui il segreto più profondo, più intimo dell’uomo, come diceva Giovanni Paolo II.
Ed è qui, per chi crede alla Genesi, che sta la somiglianza con Dio.
È faticoso ma prezioso essere diversi, irriducibili gli uni agli altri, avere sempre nel cuore nostalgia di unione, di una complementarietà profonda, una nostalgia mai guarita, il segnaposto del totalmente altro, come scrive il cardinale Scola.
Per noi [...]

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