ROMA CALCIO

STORIA  Agli inizi del XX secolo, quando il gioco del calcio stava prendendo piede in tutta la penisola italiana, nella città di Roma la situazione era molto simile a quella che si viveva (e si vive tutt'ora) a Londra.
Come nella capitale britannica, la pratica di questo sport era svolta da un gran numero di piccoli club, ognuno con le sue particolarità e differenze; spesso erano squadre di quartiere o vere e proprie rappresentanti di classi sociali ben definite.
Negli anni venti, a Roma, nella prima divisione regionale giocavano ben otto società: U.S.
Romana, Fortitudo, Alba, Juventus-Audax, Roman, Audace, Pro Roma e la Lazio.
La nascita della A.S.Roma « Il nuovo Club prende il nome di Associazione Sportiva Roma e assume i colori dell'Urbe, giallo-rosso, col fascio littorio e la lupa romana in campo verde.» (La Gazzetta dello Sport, 9 giugno 1927) Italo Foschi, fondatore della A.S.
Roma.
La squadra capitolina venne costituita grazie alla fusione di tre delle società calcistiche di Roma: l'Alba Audace, il Roman e la Fortitudo Pro Roma.[8] Tale decisione venne presa per volere dell'allora segretario della federazione romana del Partito Nazionale Fascista, Italo Foschi (all'epoca anche membro del CONI e Presidente della Fortitudo Pro Roma).
La data di nascita dell'A.S.
Roma è stata a lungo discussa: da molte fonti viene infatti indicato il 22 luglio 1927; in realtà sembra che la fusione sia stata formalizzata il 7 giugno dello stesso anno, come annunciato il giorno successivo dai quotidiani romani Il Tevere, La Tribuna e Il Messaggero.
Foschi diede corpo all'idea di avere una squadra sportiva che portasse il nome della città di Roma e che potesse ambire ai massimi risultati.
Così come era accaduto in altre città del centro-sud (Firenze, Napoli e Bari), infatti, si intendeva dare vita, attraverso la fusione, a compagini di maggiori dimensioni in grado di reggere l'urto del calcio professionistico, già ampiamente praticato dalle formazioni del nord dell'Italia, fino a quel momento dominatrici assolute della scena calcistica nazionale.
Della fusione avrebbe dovuto far parte anche la Società Sportiva Lazio, ma la stessa rimase fuori dall'accordo per l'intervento di un generale della Milizia fascista, il piemontese Giorgio Vaccaro, appartenente al club biancoceleste e Presidente della F.I.G.C.
dal 1933 al 1942.
Ferraris IV e Bernardini Il primo presidente fu lo stesso Foschi, il quale, dopo solo un anno, dovette abbandonare: venne infatti nominato membro del direttorio federale della Spezia e lasciò così [...]

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