Ragusa, dottoressa 53enne stuprata

Sezione: HOME_INITALIA 18-03-2010 Ragusa, dottoressa 53enne stuprata durante guardia medica notturna Secondo la donna l'aggressore è nordafricano.
L'allarme del sindacato dei medici: è un bollettino di guerra ROMA (18 marzo) - A Scicli, in provincia di Ragusa, intorno alle 4 della notte scorsa una dottoressa di 53 anni è stata minacciata con un coltello e violentata nella Guardia medica da un giovane che, secondo la donna, è nordafricano.
La dottoressa, che nell'aggressione ha subito la frattura di una tibia ed è stata ricoverata nell'ospedale di Modica, dopo aver subito la violenza ha chiamato i carabinieri che, successivamente, hanno fermato una persona.
Il medico ha raccontato che il ragazzo, dopo essere entrato ed uscito dalla Guardia medica per tutta la serata senza dire nulla, all'improvviso ha fatto irruzione e l'ha minacciata con l'arma e strattonata per poi violentarla.
Alcuni testimoni hanno visto l'aggressore uscire dalla guardia medica.
E' stata rilasciata una persona fermata stamane.
L'uomo infatti è risultato estraneo ai fatti.
Gli investigatori stanno cercando di raccogliere le scarse testimonianze sull'accaduto.
L'aggressione infatti è avventa in un orario in cui le strade del paese sono deserte.
La dottoressa è stata anche derubata di 200 euro dal suo violentatore, che prima di fuggire si è impossessato del denaro custodito nella borsetta.
Sindacato dei medici: è un bollettino di guerra.
«La violenza sessuale subita da una dottoressa mette in evidenza che questo settore della sanità è a rischio grave di aggressioni e che le donne sono le più esposte» afferma Ernesto La Vecchia, dirigente nazionale Smi.
«È un vero e proprio bollettino di guerra - ha aggiunto - negli anni scorsi si sono anche registrati dei morti.
Abbiamo più volte denunciato il problema, che è generale e non riferibile solo al Sud, ma non è stato fatto nulla: negli ambulatori mancano le più elementari norme di sicurezza, non ci sono nè vigilantes nè, tantomeno, posti di polizia; si lavora spesso da soli, senza sistemi di allarme e neppure delle semplici sbarre alle finestre.
I medici sono in balia degli eventi, armati solo della loro pazienza e della speranza che la notte trascorra rapidamente».
«Così non si può andare avanti - ha concluso La Vecchia - lo Smi chiede che si prendano provvedimenti adeguati e incisivi».
Il prefetto di Ragusa, Francesca Cannizzo, spiega che da tempo aveva indetto la riunione del comitato, con ospiti i sindaci di Scicli, Modica, Pozzallo e Ispica, «per sentire e stare a stretto [...]

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