Raimondi: non serve un'altra città alta

Marcello Raimondi - Consigliere Regionale (estratto da L'Eco di Bergamo del 23-03-2008) Il futuro di Bergamo è in verticale? Dopo la presentazione del progetto di riqualificazione dell'area dell'ex Abb Sace, alla Conca Fiorita, che prevede tra le altre cose la costruzione di due grattacieli di 13 e 15 piani, e dopo l'intervento, sul nostro giornale, dell'assessore all'Urbanistica di Palafrizzoni Valter Grossi e di Aurelio Galfetti, consulente dell'amministrazione per la stesura del Piano di Governo del Territorio (Pgt), secondo i quali «costruire verso l'alto permette di risparmiare in basso», ovvero di avere più suolo libero e di tutelare le aree verdi, il dibattito è aperto.
Grattacielo o non grattacielo, questo è il dilemma.
«Di città alta ce n'è già una» Il primo a intervenire è il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione Territorio e trasporti del Pirellone, Marcello Raimondi.
«Ho letto con preoccupazione le dichiarazioni dell'urbanista che si sta occupando del Pgt – esordisce –.
Non condivido i presupposti del suo discorso: non penso che la città abbia bisogno di crescere dal punto di vista edilizio verso l'alto per salvare il verde.
Visto che la richiesta di abitazioni è in calo, il verde si può mantenere rispettando le attuali volumetrie.
Non credo proprio si debba crescere ulteriormente in verticale: di “città alta” ce n'è già una, non ce ne serve un'altra artificiale».
Poco convincente, secondo Raimondi, anche l'idea che i grattacieli, se frutto di un progetto di qualità, potrebbero introdurre un elemento di novità nel profilo della città e rappresentare il segno della contemporaneità.
«La consuetudine urbanistica di Bergamo e provincia è rappresentata da villette e da case di piccole dimensioni.
Non vedo che cosa ci sia di male in questo.
Le nuove costruzioni si devono innestare dentro una tradizione che va rispettata e tutelata, non possiamo stravolgere l'esistente».
No al confronto con Milano Le architetture verticali sono al centro del dibattito anche a Milano (dove comunque le altezze sono di tutt'altra misura: se da noi si parla al massimo di venti piani, il progetto «CityLife», in zona Fiera campionaria, prevede tre torri che arrivano a cinquanta livelli), ma per Raimondi le due realtà non sono paragonabili: «Se non fosse preoccupante, il confronto con Milano farebbe sorridere.
Non possiamo ispirarci al capoluogo per queste scelte, per tre ragioni.
Prima di tutto Milano è in pianura, mentre noi abbiamo un paesaggio collinare la cui vista va [...]

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